I dati sulla percezione della salute tra gli adulti in Italia

pubblicati i dati della sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento (PdA) aggiornati al 2021-22

Si tratta di una serie di dati che insieme forniscono un quadro sulla percezione della salute in Italia tra le persone adulte. In generale "(...) i più soddisfatti della propria salute sono i giovani (il 90% dei 18-34enni riferisce di star bene; mentre questa quota scende a 62% fra i 50-69enni), gli uomini (78% vs 71% nelle donne), le persone con un livello socio-economico più elevato, per istruzione o condizioni economiche, i cittadini stranieri rispetto agli italiani".

data di pubblicazione:

16 Novembre 2023

Nel biennio 2021-2022, meno della metà degli adulti di età compresa tra i 18 e i 69 anni (42%) dichiara di non consumare bevande alcoliche. In Italia, la maggioranza degli adulti 18-69enni non fuma (59%) o ha smesso di fumare (17%), ma 1 italiano su 4 è fumatore (24%). Questi sono solo alcuni dei dati che si possono consultare sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e che riguardano la percezione sullo stato di salute tra gli adulti.
Si tratta di una serie di dati che insieme forniscono un quadro sulla percezione della salute in Italia tra le persone adulte. In generale “(…) i più soddisfatti della propria salute sono i giovani (il 90% dei 18-34enni riferisce di star bene; mentre questa quota scende a 62% fra i 50-69enni), gli uomini (78% vs 71% nelle donne), le persone con un livello socio-economico più elevato, per istruzione o condizioni economiche, i cittadini stranieri rispetto agli italiani”.
Entrando in alcuni ambiti specifici che compongono lo studio, come quello relativo al consumo di alcol, si trovano dati importanti per le attività di prevenzione. Emerge infatti che “(…) 1 persona su 6 (17%) ne fa un consumo definito a “maggior rischio” per la salute, per quantità o modalità di assunzione“.
Il consumo a “maggior rischio” è più frequentemente fra i giovani e in particolar modo i giovanissimi (fra i 18-24enni la quota sfiora il 35%) fra gli uomini (21% vs 13% nelle donne),  fra le persone socialmente più avvantaggiate, senza difficoltà economiche (19% vs 14% di chi ha molte difficoltà economiche) o con un alto livello di istruzione (20% fra i laureati vs 8% fra chi ha, al più, la licenza elementare).
Altro tema indagato è l’abitudine al fumo. Qui emerge che il consumo medio giornaliero è di circa 12 sigarette, tuttavia 22 fumatori su 100 ne consumano più di un pacchetto.
Inoltre ” (…) il fumo di sigarette è più frequente fra gli uomini rispetto alle donne (28% vs 21%) e disegna un gradiente sociale significativo, coinvolgendo molto di più le persone con difficoltà economiche (37% vs 21% fra chi non ne ha) o con bassa istruzione (27% fra chi ha al più la licenza elementare vs 18% fra i laureati)”.
I dati rilevati dalle sorveglianze riguardano anche altri aspetti, tra cui: il fumo passivo, smettere di fumare, la guida sotto l’effetti di alcol e l’uso dei farmaci.

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